lunedì 5 novembre 2012

La raccolta delle olive di GIORGIA I F

 
Anche quest’anno con tutta la mia famiglia, zii e cugini siamo stati a raccogliere le nostre olive e come gli altri anni sono state delle giornate fantastiche.
 
Abbiamo iniziato venerdì mattina andando presto in campagna e dopo aver steso delle reti molto grandi sotto  un albero di ulivo zio Giuseppe ha iniziato la raccolta con un rastrello che viene alimentato da un compressore che fa un rumore “bestiale” e che scuote i rami facendo cadere le olive nella rete.
 
 
Subito ho avuto voglia di usarlo anch’io ma non appena l’ho preso sono stata colpita da una pioggia di olive………che meraviglia!!!!!.
 
 
Poi però l’ho dovuto dare perché per me il rastrello è troppo pesante ma non ho perso tempo perché ho iniziato a riunire le olive cadute nella rete per poi metterle in delle cassette di plastica rosse. Nel pomeriggio siamo tornati a casa. Il giorno dopo abbiamo fatto la stessa cosa e abbiamo finito di raccogliere tutte le olive rimaste e le abbiamo portate nel magazzino di zia Carmela.
 
Domenica mattina siamo tornati in campagna ed abbiamo iniziato a pulire le olive raccolte, mettendole su uno scivolo particolare, dividendo le olive dalle foglie e dai rametti che cadono durante lo scuotimento con il rastrello. Poi le olive pulite le abbiamo messe in dei sacchi di iuta, caricati in macchina e portati al frantoio dove verranno macinate per darci un olio da leccarsi i baffi.
 
Tutto il lavoro che ho descritto potrebbe sembrare faticoso, ed un po’ lo è ma noi ci divertiamo anche e molto perché ci succedono sempre delle cose comiche o perché diciamo delle cose spiritose che ci fanno ridere e passare velocemente la giornata. Poi fare pranzo in campagna è bellissimo.
Posso dire che un po’ mi dispiace di aver già finito per quest’anno la raccolta.
Giorgia 1F
 


domenica 4 novembre 2012

La nostra terra ... nel Comune di Ortona di Emanuele I D



... scendiamo a valle , con il nostro treno ideale già carico di tante belle esperienze, ed entriamo  nel Comune di Ortona sulla  Costa dei Trabocchi  Anche nel nostro territorio ci sono produzioni contadine autoctone e non ...
le foto sono di Maria Pia della 3^F


vigneto coltivato a filari

Proviamo ad intervistare e fotografare i nostri produttori agricoli e raccontare la biodiversità del territorio dove viviamo...

'Comincio io ad intervistare la nonna … sono Emanuele della I D !'

È sabato 3 novembre e sono libero dall’orario scolastico, abbiamo avuto giorni di vacanza perché abbiamo recuperato alcune lezioni fatte in più a settembre e posso andare in campagna dalla nonna.

“Nonna, mi dici qualcosa delle coltivazioni della nostra terra?”
Nelle nostre campagne  coltiviamo l’uva e l’olivo. La raccolta dell’uva viene fatta da settembre a ottobre, il raccolto dell’ulivo dalla fine di ottobre a metà novembre.

1. la coltivazione della vite
 I nostri vigneti a “capanna cioè a tendone o a filari”, ha continuato la nonna, hanno bisogno di cura per poter dare frutti. Molto importante è la potatura delle viti che viene fatta da metà novembre alla fine di gennaio. Segue la legatura dei vigneti dalla fine di gennaio alla fine di febbraio e a metà maggio si incomincia il trattamento dei vigneti.”

“A cosa serve la legatura dei vigneti e cos’è il trattamento dei vigneti?” chiedo incuriosito.

“La legatura dei vigneti serve - continua la nonna e noto nei suoi occhi scuri ed espressivi  sorpresa e gioia -  serve per non far volare i tralci e quindi questi si legano, si fissano ai fili di  ferro della capanna.”

 “… e il trattamento dei vigneti? “

“…  serve per non farli ammalare”

 

Domando “ è faticoso fare la raccolta dell’uva?  quali mezzi agricoli utilizzate? "

 Mi risponde: “ l’ uva viene raccolta da me e dal nonno  e poi trasporta dal nonno  con il trattore in cantina sociale dove verrà trasformata in vino. Diciamo che a sera siamo stanchi ma sereni perchè amiamo molto il nostro lavoro.”

FOTO CANTINA SOCIALE
 
2. la coltivazione e la raccolta dell'ulivo

“ Nonna, e cosa mi dici della raccolta dell’ulivo?”

 

 "Per la raccolta delle olive il nonno usa “ il battitore”  che è una specie di lungo bastone che termina con dei pettini  che battono sui rami  per far cadere i frutti; il battitore funziona con un motore a benzina che produce aria compressa che, attraverso  un lungo tubicino di plastica, arriva al battitore e fa vibrare i pettini . Io e altre contadine mettiamo le reti sotto gli alberi d’ulivo e poi raccogliamo le olive. A sera liberiamo i frutti dalle foglie che comunque sono cadute insieme ai frutti, mettiamo le olive nei sacchi o meglio nelle cassette e al mattino il nonno le porta al frantoio per la spremitura e la trasformazione in olio extra vergine!”
 
 

 
 
A che servono queste forbicione?


 

 ” Le forbici che vedi sono per la potatura. "


 

3. l'agricoltura integrata

 
FOTO TRATTORE
 
 
Il trattore che vedi lì in fondo ha invece diversi attrezzi che vengono montati a seconda del momento e della necessità: quell’attrezzo, per esempio, serve per irrorare il vigneto e quindi ” per la buona riuscita del raccolto.”
 
foto TRATTORE irroratrice
 
 
“ Ma nonna quelle sostanze che usi per irrorare la vigna o per concimare il terreno non sono tossiche? ”
“ Flavio, noi non pratichiamo l’agricoltura biologica ma le sostanze che usiamo sono controllate e usate nella giusta dose quando è il momento giusto, diciamo poco tossiche per gli uomini e le piante. La maggior parte dei contadini della zona come noi pratica ciò che si chiama agricoltura integrata*   a basso impatto ambientale “
La mia intervista termina qui. “Grazie nonna, ho tante cose da scrivere e raccontare ai miei compagni.”
 
L’abbraccio e corro via a rielaborare e postare la mia intervista!
 
l'intervista è  di Emanuele 1^ D
le foto della 1^ D



* la prima D raccomanda di guardare il primo commento al POST
 

Uno spettacolo unico ... di Matteo I F

 
 
 
 
 
 
 

 


 
 
 


sabato 3 novembre 2012

I THOLOS di Riccardo I D

 
Sono stato nel Parco Nazionale della Majella a fotografare i Tholos
ecco le mie istantanee ...  !
 
 
una sella di un mulo ... dove sarà l'animale? 
 
... ed ecco i Tholos
 
 
siamo nel territorio montano della Majelletta 
 
 
Dalla Majelletta a Roccamorice
Percorrendo la ripida strada che parte dalla Majelletta (1995 m.) si giunge in località Colle della Civita, dove si trovano esempi spettacolari di “tholos”, circondati da stazzi recintati sempre con nuda pietra.
Grazie ad un lungo lavoro di ricerca e di catalogazione sviluppato dallo studioso Edoardo Micati, oggi tutte le capanne a tholos della Majella sono state catalogate, classificate e protette da una apposita legge regionale.
La maggior parte di quelle che si possono ancora oggi ammirare sui pendii della Majella venne costruita dalle epoche remote fino agli anni Cinquanta del '900, con tecnica immutata. In molti casi sono ancora usate per lo più dai pastori in estate, ma anche come stalle, fienili e deposito di attrezzi agricoli. Molte di esse sono state recuperate grazie a recenti progetti di restauro e salvaguardia.
 

 





 





Proseguendo si giunge al borgo medievale pedemontano di Roccamorice, situato su uno sperone roccioso ad un’altitudine di 520m,compreso nell’area del Parco Nazionale della Majella. Nel territorio di Roccamorice si trovano due tra i più famosi e suggestivi eremi d’Abruzzo: L’eremo di S.Spirito e l’eremo di S.Bartolomeo in Legio che ho raggiunto percorrendo un sentiero scosceso e molto suggestivo. Questa costruzione risale al XIII sec. e si trova mimetizzata nella parete a strapiombo del vallone di S.Spirito. Essa fu dimora dell’umile eremita Pietro da Morrone, che divenne Papa con il nome di Celestino V ... ma per questo vi rimando al mio post già pubblicato.
 
Riccardo I D 

 





venerdì 2 novembre 2012

Le grotte del Cavallone di Maria Pia 3^F


Ho preparato  una brevissima presentazione   sulle  “Grotte del Cavallone” …  

Comunque i miei complimenti ai ragazzi delle prime per i  lavori sul Parco nazionale della Majella!

Maria Pia 3^ F
 
 
 
 
 
 


BACHECA LABORATORI novembre


Gli impegni di Novembre

Per le classi I D e I F - " avrete accesso alla redazione del nostro giornalino "   in


per il Progetto "La biodiversità nel cuore dell'Abruzzo: dal Parco Nazionale della Maiella alla Costa dei Trabocchi"




Per classi  II D e la II F  " completerete il vostro primo documento condiviso, arricchendolo di immagini e foto significative "

"  ... mi sembra un buon lavoro, nel caso lo arricchiremo con qualche immagine ma la parte testuale va bene " prof Mauro Coletti



Troverete un Power Point  su GoogleDocs da completare in condivisione!

In programma  la prima uscita sul territorio per il progetto "Monasteria"

" Per il Progetto eTwinning completerete la presentazione della classe e il montaggio della Presentazione del nostro Istituto, già scritto dalle terze nelle lingue straniere di riferimento ( Inglese, Spagnolo, Francese) da postare sul nostro Blog europeo eTwinning
 
clicca qui


Per le classi III D e III F  - progetto eTwinning " Completerete le presentazioni della classe e avrete accesso a Twin Space    http://new-twinspace.etwinning.net/web/guest

In programma la prima uscita sul territorio per il progetto " Genesi d'Ambiente "



Per tutti 
indispensabile conoscere il Programma di Presentazione PowerPoint
Esercitarsi con il programma

PowerPoint, serie di video tutorial gratis per imparare ad usarlo

Serie di tutorial sull'uso di Microsoft PowerPoint adatto soprattutto a chi non lo ha mai usato :(  

Guarda la Playlist su PowerPoint
 
 
PER TUTTI gli eTwinners 
Gli studenti, a gruppi, sviluppano le loro abilità comunicative con le TIC e, inoltre, imparano a lavorare in gruppi internazionali.

buon lavoro, ragazzi
la prof dei Laboratori Orlanda Sanvitale 

giovedì 1 novembre 2012

I D I F La valle del Sangro

Scendiamo a valle
 
Lasciando alle spalle il parco nazionale della Majella entriamo  nel territorio delle valli,  un territorio agricolo, ricco di coltivazioni autoctone quali la vite, ulivo, grano, farro e di  allevamenti bovino, suino, equino e caprino

riconosciamo  quattro valli fluviali

La valle del    Fiume Sinello   che comprende i paesi dell’alto vastese.
Francavilla al Mare è la porta di due piccole ma suggestive vallate: la prima è quella del fiume Alento, che corre ai piedi di Chieti e attraversa tra gli altri luoghi Bucchianico. L'altra valle, situata invece a sud della cittadina balneare, è la valle del fiume Foro. Lungo la valle si snoda anche l'importante Strada statale 263.  Oltre ad essere un bacino di riserva ambientale e faunistica, la Val di Foro sta assumendo negli anni anche una forte impronta industriale e commerciale, con la nascita di importanti stabilimenti e centri commerciali.

La valle del Sangro/Aventino, un’area molto vasta che comprende tratti della provincia di Isernia e L’Aquila e vaste aree della  provincia di Chieti con Atessa, Paglieta, Bomba, Tornareccio, Roccascalegna, Torricella Peligna, Casoli, Archi…



Nel nostro viaggio dalla Majella al mare scendiamo proprio  lungo la valle del Sangro, percorrendo  la principale via stradale che attraversa la valle per tutta la sua lunghezza e termina nel comune di Fossacesia, in Abruzzo, dove si innesta nella strada statale 16 Adriatica.

il fiume Sangro
 
 
 
il pino mediterraneo
 
orti e frutteti
 
 
 
seminativi
 
La vicinanza di aree forestate, siepi e altre forme di vegetazione spontanea sono un requisito per il mantenimento della biodiversità biologica negli agrosistemi gestiti in regime di agricoltura integrata
 
 
seminativi vigneti e alberi di melo
 

 
coltivazione di tabacco