martedì 9 aprile 2013

UNESCO Patrimoni dell'Umanità a cura delle prime d / f


« Arrivai a Matera verso le undici del mattino. Avevo letto nella guida che è una città pittoresca, che merita di essere visitata, che c'è un museo di arte antica e delle curiose abitazioni trogloditiche [cioè scavate nella roccia]. Allontanatami un poco dalla stazione, arrivai a una strada, che da un solo lato era fiancheggiata da vecchie case, e dall'altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio è Matera. La forma di quel burrone era strana; come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso in un apice comune, dove si vedeva, di lassù, una chiesa bianca, Santa Maria de Idris, che pareva ficcata nella terra. Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l'inferno di Dante, in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto. Alzando gli occhi vidi finalmente apparire, come un muro obliquo, tutta Matera. È davvero una città bellissima, pittoresca e impressionante. »
Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi

 
I Sassi di Matera sono un insediamento urbano derivante dalle varie forme di civilizzazione ed antropizzazione succedutesi nel tempo... da quelle preistoriche dei villaggi del periodo neolitico, all'habitat della civiltà rupestre di matrice orientale (IX-XI secolo), che costituisce il sostrato urbanistico dei Sassi, con i suoi camminamenti, canalizzazioni, cisterne; dalla civitas di matrice occidentale normanno-sveva (XI-XIII secolo), con le sue fortificazioni, alle successive espansioni rinascimentali (XV-XVI secolo) e sistemazioni urbane barocche (XVII-XVIII secolo); ed infine dal degrado igienico-sociale del XIX e della prima metà del XX secolo allo sfollamento disposto con legge nazionale negli anni cinquanta, fino all'attuale recupero iniziato a partire dalla legge del 1986.
 












 


 

domenica 7 aprile 2013

ICT - Prime prove di registrazione 2


PREPARIAMO GLI EPISODI DEL nostro PODCASTING
 


 

La metodologia: come al solito … la tecnologia al servizio della didattica e … non il contrario!

 Le esperienze: “Lavoriamo su un tema attorno al quale realizziamo delle "registrazioni audio",  la tecnologia?  è un punto d'appoggio. In questo modo scopriamo la tecnica nel corso stesso della esperienza e tutto questo è divertente“

 “Cerchiamo di trasformare la tecnologia in un utensile trasparente.”

 " L’approccio proviene  dalla corrente storica del vecchio caro  Freinet: il lavoro è un lavoro degli allievi, il progetto è un loro progetto, si opera senza essere pressati dalla valutazione e … vi assicuro che  noto  dei grandi progressi. "

 Il progetto: In questi ultimi mesi formeremo un'equipe tecnica che si occuperà delle registrazioni, del montaggio, della diffusione e che a sua volta formerà gli altri ragazzi e così durante le “trasmissioni”  non sarò davanti al computer ma aiuterò gli allievi nella revisione delle loro “ scritture per l’ascolto “…
 

Buon lavoro Ragazzi! J

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sabato 6 aprile 2013

il film del mese - Jakob il bugiardo


Jakob il bugiardo: un film su una radio immaginaria




È possibile sopravvivere in un ghetto ebraico occupato dai nazisti, durante la seconda guerra mondiale, “aggrappandosi” alle frequenze di una radio immaginaria?
Una radio prodotta dalla fantasia di un ebreo polacco disoccupato e spettatore di una delle pagine più brutte della nostra storia? Ebbene sì ed è quanto accade in Jacob il bugiardo, un film del 1999 tratto dall’omonimo romanzo di Jurek Becker e diretto dall’ungherese Peter Kassovitz, alla sua prima esperienza americana, che vede protagonista Robin Williams nei panni dell’ebreo Jacob Heim, un ex barista che per coraggio e inventiva diventa un eroe agli occhi della sua gente.

Immagina la pace

Si è svolto il 5 aprile alle ore 9.00 presso la sala Eden di Ortona la cerimonia conclusiva e  premiazione dei vincitori del concorso " Un poster per la pace" indetto dal Lions Club di Ortona

Tema dei lavori di quest'anno
 "Immagina la Pace"

Alla presenza di numerose autorità locali e dell'Arcivescovo di Lanciano-Ortona  S.E. EMIDIO CIPOLLONE sono stati premiati numerosi alunni del Comprensivo N 2 di Ortona, tra i quali anche la prima classificata


Alla nostra Alice della seconda F, a tutti i suoi compagni e a tutti i ragazzi partecipanti le nostre
 
Congratulazioni



 



 

 




giovedì 4 aprile 2013

I cistercensi - ricerca di Matteo prima f

 L' Ordine cistercense fu fondato nel 1098 da San Roberto di Molesme , un monaco benedettino che voleva riportare l' antica Regola a valori più austeri e spirituali che nel frattempo a Cluny si erano indeboliti  a causa di numerosi "fronzoli" nella Liturgia , negli arredi e nell' architettura delle chiese .

 Fondò così un nuovo monastero in una località pianeggiante vicino Digione, Citeaux, che in latino si chiamava Cistercium da cui appunto derivò il loro nome 

I Cistercensi si diffusero in tutta Europa grazie all' opera di San Bernardo di Chiaravalle che entrò nell' ordine nel 1112 e propose uno stile di vita molto semplice:  rinuncia ad ogni ricchezza, vesti bianche per devozione alla Vergine e per distinguersi dai cluniacensi , preghiere, silenzio assoluto e lavoro manuale.

A differenza dell' ordine di Cluny dove vigeva un sistema centralizzato, ossia tutte le abbazie dipendevano dall' abate di Cluny (ed erano sotto la protezione diretta del Papa), i Cistercensi crearono un sistema di abbazie autonome legate tra di loro da un vincolo di fratellanza (se una aveva bisogno di aiuto le altre andavano in soccorso) ed erano controllate da un' assemblea capitolare di tutti gli abati.

I monaci cistercensi furono grandi bonificatori e colonizzatori di nuove terre : ararono, introdussero nuove colture, nuove tecniche ed erano molto preparati in campo idraulico, nella costruzione di dighe e canali e contribuirono notevolmente alla rinascita dell' economia agraria , infatti ogni abbazia aveva annessa un sistema di grange cioè di vere e proprie aziende agricole.

Nelle abbazie non c'erano solo monaci ma anche i conversi, persone laiche che avevano scelto di vivere secondo uno spirito austero che grazie alla loro preparazione in vari campi del sapere contribuirono notevolmente alla diffusione dell'Ordine.

Le ragioni del loro grande sviluppo sono dovute però anche al contesto storico di quel tempo segnato dalla decadenza religiosa durante il periodo della lotta per le investiture che portò a un desiderio profondo di valori più puri e autentici.

Le loro chiese a differenza di quelle cluniacensi erano molto sobrie, non avevano pitture, sculture, pavimenti e vetrate colorate che potevano distrarre l'attenzione dei monaci.

I monasteri si diffusero con così tanta rapidità che alla fine del XIII secolo ce n'erano più di 700. La diffusione dell'Ordine coincise con la nascita dello stile gotico tanto che fu attribuita ai cistercensi l'introduzione in Italia dell'architettuta gotica.

Sono cistercensi l'Abbazia di Chiaravalle Milanese, edificata per volontà di San Bernardo (ancora oggi abitata da monaci cistercensi) e quella di Morimondo.

L'Ordine fu soppresso durante la Rivoluzione Francese ma rinacque nel XIX secolo.
Matteo C. 1 f

                       Abbazie cistercensi madri   - Pianta tipica


                            Abbazia di Pontigny-Abbazia di Morimondo

                  Abbazia di Fontenay- 


Abbazia di Chiaravalle


Abbazia di Casamari

Foto da Internet per fini didattici


mercoledì 3 aprile 2013

Il monachesimo cenobitico


Il monachesimo cristiano nasce in Egitto nel III e IV secolo, quando un numero sempre maggiore di fedeli si dedica a un’esistenza solitaria, ritirandosi a vivere in zone isolate o desertiche, praticando una completa castità e una severa penitenza. Più tardi, in Occidente, compaiono gli eremiti che vivono ritirati nel cuore delle foreste. A poco a poco, questi uomini si associano a condividere la solitudine e celebrare insieme la gloria divina. Nascono così i monasteri, che a partire dal VI e dal VII secolo diverranno, dall’Irlanda all’Italia meridionale, oltre che centri di cultura e di religiosità, centri di promozione dello sviluppo economico.
Due persone che influenzarono questo movimento monastico furono Colombano e Benedetto. Colombano proviene dall’Irlanda e percorrendo la Francia da Nord, poi la Svizzera e l’Italia settentrionale fonda numerosi monasteri, i più famosi dei quali sono quelli di Luxeuil in Francia e di Bobbio (Piacenza), nel quale morì.
Benedetto è nato a Norcia intorno al 480, lascia giovanissimo la città per ritirarsi a vita solitaria in una grotta presso Subiaco. A poco a poco si uniscono a lui discepoli che egli conduce in un luogo difficilmente accessibile, dove fonda una comunità: il convento di Montecassino. Per questa comunità Benedetto compone la Regola che disciplinerà la vita quotidiana, la pratica religiosa e il lavoro intellettuale dei monaci. Il fondamento della vita monastica è il silenzio, importante come la povertà e la castità. La Regola, severa e dolce al tempo stesso, garantirà lo straordinario sviluppo del movimento benedettino in Occidente.
I monaci cercano luoghi isolati. La prima legge che regola il monachesimo è la solitudine, la seconda è la privazione, ma la funzione civilizzatrice dei monasteri colombaniani o benedettini va oltre la funzione religiosa. Essi, infatti, assicureranno la sopravvivenza della cultura antica. Questi monasteri sono i soli centri di cultura che sopravvivono in un Europa sconvolta dalla guerra e dall’anarchia. Vi si creano veri laboratori dove scrittori, pittori, scultori e musicisti preparano ciò che fiorirà pienamente nell’epoca delle cattedrali. L’influenza è anche economica, poiché i monaci contribuiscono ad un migliore impiego delle terre coltivabili e a un rinnovamento dell’attrezzatura nel mondo rurale, che darà inizio ai grandi dissodamenti.
GIUSEPPE 1AF
 
Abbazia di S. LIBERATORE A MAJELLA
(lo scritto è da cartellonistica Regione Abruzzo - Settore Turismo)
La chiesa benedettina, posta in posizione isolata ai piedi della Majella ed immersa in un suggestivo scenario naturale, rappresenta il più antico esempio di organismo medievale d'Abruzzo.
 
 


Il primitivo impianto, esistente con il monastero già nell'anno 856, era una dipendenza dell'abbazia di Montecassino e fu distrutto dal terremoto del 990
Il tempio fu riedificato, agli inizi dell'XI secolo, dal monaco Teobaldo, che rinnovò sia la zona absidale sia la parte inferiore della facciata.
 
L'attuale schema basilicale triabsidato, frutto di ulteriori trasformazioni intervenute nel corso dei secoli, è a tre navate, suddivise da pilastri e coperte da capriate lignee, in sostituzione dell'originario soffitto cassettonato. All'interno della chiesa si ammirano parte del pregevole pavimento a mosaico del '200 e alcuni brani di affreschi risalenti al XIII secolo. Esternamente, tangente allo spigolo destro, si erge il maestoso campanile quadrato, databile al primo trentennio del XII secolo.

 



 
 
 
 


lunedì 1 aprile 2013

UNESCO Patrimoni dell'Umanità a cura delle prime d / f



Alcune delle missioni principali dell'Unesco consistono nell'identificazione,  nella protezione,  nella tutela e nella trasmissione alle generazioni future dei patrimoni culturali e naturali di tutto il mondo.

Sulla base di un trattato internazionale adottato nel 1972, l' Unesco ha finora riconosciuto un totale di 936 siti.

Attualmente l' Italia è la nazione che ha il maggior numero di siti.

Secondo la convenzione per "Patrimonio Culturale" si intende un monumento, un gruppo di edifici o un sito di valore storico,  archeologico, scientifico e antropologico.

Il "Patrimonio Naturale", invece, è riferibile a caratteristiche fisiche  biologiche e geologiche.

Oggi il patrimonio rappresenta l' eredità del passato che trasmetteremo alle generazioni future.
Giorgia M. 1f




con un click trovate qui le nostre prime ricerche

con un click trovate qui le nostre ricerche 2


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scrive Lorenzo C. prima f   L'UNESCO, l'organizzazione delle Nazioni Unite,  riconosce molte areee come patrimonio mondiale dell'umanità. Solo in Italia ve ne sono 47. Tra queste ho scelto Venezia perché è stata meta di una mia vacanza.



foto del ponte di Rialto sul Canal Grande 

Un caratteristico fenomeno che accade a Venezia è "l'acqua alta": questa è il risultato della combinazione tra vento e pressione atmosferica; è molto frequente in primavera e autunno.

Il luogo più celebre è Piazza S.Marco; la basilica di S.Marco è decorata d'oro e da mosaici. Ho visitato molti altri luoghi importanti come la chiesa dei SS.Apostoli, il palazzo Ducale, la biblioteca Sansoviniana e il ponte dei Sospiri. Il ponte più lungo di Venezia è quello della Libertà, famoso il Rialto della Costituzione.


Non è raro ascoltare la gente parlare nei loro dialetti quali il veneziano, il lagunare e il chioggiotto.



Venezia è sede delle università più prestigiose italiane come la "Ca'Foscari" e delle Belle Arti.

Venezia è anche famosa per la sua presenza nei film italiani ed anche per una famosa rassegna cinematografica a premi cioè "Il Leone d'Oro".
Testo e foto di Lorenzo C. - classe prima f


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